Associazione Storico-Archeologica della Riviera del Garda 2014
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ASAR
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escursioni 2013


Asar garda
Il Sentiero del sole
Limone sul Garda, Sabato 18 marzo 2013

Ore 9.15-12.30
Ritrovo: Piazzale Bar Turista – Ufficio Info – ore 9.15
Il Sentiero del sole è un itinerario suggestivo che si snoda dal centro storico di Limone sul Garda verso Reamòl, in direzione di Riva. Passato il porticciolo, la stradina corre tra le muraglie della limonaia della Garbéra, supera il torrente Se e, tra gli olivi, giunge alla valletta del torrente Sopìno.
La strada sale dolcemente per un breve tratto sempre costeggiando il lago; al bivio, si va a destra verso la Nùa, dove si trova un’altra caratteristica limonaia.
Con una leggera discesa si è in via Reamòl, di nuovo tra olivi e cipressi, fino ad ammirare il lago, superare Villa Padoin e sbucare sulla statale, in una piazzola in corrispondenza di una lapide che ricorda l’ingegnere forestale Giulio Angelini cui si deve, negli anni Trenta, la posa delle varie specie floristiche lungo la Gardesana.
Mantenendo la destra si procede ancora verso nord per qualche decina di metri lungo lo stretto marciapiede poi, attraversata la statale, si sale nel bosco di carpini seguendo il sentiero n. 220.
bassa via del garda
Il sentiero a zig zag porta fino al Dòs dela Tèra, da cui si gode un bel panorama sul lago. Si scende poi lungo il costone fino al deposito dell’acqua per la limonaia di Reamòl e quindi alla cava di dolomite e al boschetto di lecci. Si prosegue fino ad una serie di postazioni, caverne e fortificazioni, a monte dell’albergo Capo Reamòl, utilizzate nel corso delle due guerre mondiali: nel 1915-18 dagli Italiani per il controllo del confine sul lago con l’Austria-Ungheria, nel 1943-45, quando Limone era terra della R.S.I., dai Tedeschi.
La zona è molto panoramica, costantemente battuta dal pelér mattutino, per cui il lago in primavera–estate è tutto un susseguirsi di vele di surf e di barche, piccole e grandi; si possono ammirare Riva, Torbole, Malcesine, le montagne intorno, dal Brione all’Altissimo, alle vette del
Baldo.
Per il ritorno si segue il sentiero a mezza costa che, dopo aver attraversato un oliveto, in corrispondenza dell’albergo Panorama scende sulla statale. Di nuovo si ripercorre via Reamòl e via Nova fino al centro. Val la pena salire sul sagrato della chiesetta di San Rocco (sec. XVI), da cui si gode uno dei più bei panorami sul paese, con il lungolago, l’imbarcadero, le rocce della Mughéra che incombono sulle case.
Tempo di percorrenza per andata e ritorno: h 3,00.
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Pieve e villa romana di Nuvolento e San Pietro e monte Orsino a Serle
domenica 26 marzo 2017

Monastero di San Pietro in monte Ursino di Serle Il monastero venne fondato nel 1039 dal vescovo bresciano Olderico I, nel bel mezzo di una strategia di controllo e riorganizzazione del vasto e popoloso territorio sottostante il monte, a oriente di Brescia. Al cenobio vennero conferite molte terre, ma anche boschi, fortificazioni e privilegi che spesso furono all’origine di contese secolari con le comunità locali (fra cui Vallio Terme). Evidente simbolo del potere vescovile, il monastero non fu situato casualmente sulla vetta dell’Orsino che, per la sua altezza di quasi mille metri e per la singolare sagoma conica, era nettamente distinguibile anche a molti chilometri di distanza. All’inizio del XIII secolo l’edificio si trovava in condizioni deplorevoli, tanto che sia il Vescovo di Brescia nel 1213 che il Vescovo di Trento nel 1218 concessero indulgenze a chi avesse fatto elemosine per il restauro della chiesa.
Si sa inoltre che, in quel periodo, il monastero ospitava un abate, otto monaci, vari chierici ed il personale addetto. Nel Trecento ne venne sancito in maniera definitiva l’abbandono da parte della comunità monastica che dovette trasferirsi nella Domus monastica di Nuvolento.
Ben presto, persa ormai l’originaria funzione di controllo sul territorio svolta dal monastero, la comunità chiese al Vescovo nel 1347 di trasferirsi a Brescia e fu soddisfatta con l’assegnazione di una nuova sede. Dal 1446 il monastero sul monte fu assegnato ai Canonici Regolari di S. Giorgio in Alga di Venezia.
Pieve e villa romana di Nuvolento e San Pietro e monte Orsino a Serle
I nuovi occupanti ristrutturarono radicalmente l’antico monastero, ricostruendo in forme più modeste la chiesa ed erigendo nuovi edifici su vari piani. Dal 1672 il monastero di S. Pietro in Monte ed i terreni attigui divennero proprietà delle monache del monastero di S. Maria degli Angeli di Brescia. A seguito delle soppressioni d’epoca napoleonica, nel 1801 Pietro Braga di Brescia “acquistò dal governo i monti ed i boschi di proprietà del soppresso monastero degli Angioli” e ne acquisì quindi i diritti. Nel 1890 il comune di Serle acquisì la proprietà degli eredi e nel 1907 venne eseguito un intervento di restauro sulla struttura, che comportò l’abbattimento di gran parte degli ambienti che formavano il gruppo ovest, addossati all’abside della chiesa e, contemporaneamente, l’edificazione di nuovi locali a nord. Il monastero assunse così l’aspetto che tutt’ora lo caratterizza. Il primo documento in cui si parla della chiesa è una documentazione dell’inizio del XII secolo, quindi il complesso di edifici doveva già esistere in quel periodo storico. Le strutture hanno subito diverse trasformazioni durante i secoli ma sono rimasti inalterati, rispetto al periodo romanico, il campanile e l’abside semicircolare. La chiesa, costruita in pietra, si presenta come un edificio con facciata a capanna, portale in pietra, una feritoia ed una lunetta con oculo (del XVI e XVII secolo), copertura in coppi e pianta a navata unica terminante con abside. Il campanile è una massiccia torre a base quadrata, costruita con diversimateriali e tessiture murarie, segno di differenti periodi costruttivi. La struttura risulta priva di aperture, fatta eccezione per le finestre ad arco a tutto sesto presenti nella cella campanaria. Internamente la chiesa si presenta come un edificio ad aula unica con grandi archi poggianti su pilastri che dividono la struttura in quattro campate. Sono visibili, lungo le pareti della chiesa, diversi lacerti di affreschi, mentre nella copertura della seconda campata si possono notare raffigurazioni che rimandano alla figura di Cristo accanto a simboli religiosi e popolari.Altri affreschi sono visibili nella cappella di sinistra, tra cui la “Lapidazione di S. Stefano”, “S. Lorenzo” ed i busti dei Profeti e sulla parete sud, dove gli affreschi sono più antichi e si individuano, tra gli altri, Maria Maddalena e un santo. Nell’area presbiteriale si individuano poi i dipinti di “S. Rocco”, “S. Antonio Abate”, “S. Bernardino da Siena” e una “Madonna con Bambino”. Villa romana di Nuvolento Estesa per oltre 3000 mq., la villa si presenta riconoscibile nelle parti residenziali e di rappresentanza per l’ampiezza dei vani e per il disegno architettonico unitario, oltre che per la presenza di tracce di mosaici, pitture parietali e rivestimenti in marmo; la pars rustica invece, con i vari settori adibiti alla produzione ed al servizio si distingue, qui come in altri casi, ad esempio nelle ville lombarde di Monzambano e Ghisalba per il piano generale più modesto, dettato dalle esigenze funzionali che si creavano e modificavano con frequenza nel tempo, e per l’adozione di tecniche costruttive semplici e resistenti, come i pavimenti in cocciopesto o laterizio per vani che erano probabilmente adibiti a deposito per cereali, a frantoio, torcularia per la spremitura di uva e olive, doli per la conservazione di vino e olio. Altro elemento che caratterizza dal punto di vista archeologico la villa di Nuvolento è la fitta sequenza di successive ristrutturazioni al suo interno, un’evidenza del resto estremamente diffusa e comune a molti insediamenti dello stesso genere, resa leggibile dalle tecniche di scavo più evolute e più adatte a ricomporne con fedeltà lo sviluppo nel tempo.Sono state riconosciute cinque fasi.
La fase 1 (fine I secolo a. C.- prima metà del I secolo d.C.), corrispondente al periodo della romanizzazione che probabilmente coincise con la prima occupazione stabile delle campagne: pochissimi ed incerti gli indizi strutturali ma numerosi i materiali residuali che la attestano, come la ceramica comune, da cucina e da mensa, o a vernice nera, tipica di questo primo periodo o le caratteristiche coppe ad orlo inflesso di tipo tardo-celtico. Nella fase 2 (I-II secolo d.C.) l’edificio residenziale si struttura come un compatto corpo di fabbrica a pianta rettangolare, con una serie di vani regolari gravitanti sul cortile, un corridoio di disimpegno lungo tutto il perimetro ed un muro di recinzione esterno.
La fase 3 (III secolo d.C.) corrisponde a una serie di modifiche realizzate all’interno dei vani. Nella fase 4 invece (IV secolo d.C.) si registrano molte e significative attività di ristrutturazione tra le quali le più vistose sono rappresentate dalla espansione con absidi di alcuni corpi del settore residenziale, a conferma che l’edificio romano, rimasto in uso fino alla tarda antichità, aveva ricevuto modifiche sia negli aspetti funzionali interni e nei servizi sia nell’articolazione degli spazi. Queste vicende particolari trovano corrispondenza più in generale nel fenomeno del diffondersi delle concentrazioni terriere da parte di grandi possessores, che le fonti peraltro ricordano aver abbandonato in gran numero le città sul finire dell’impero. La fase 5 (inizi del V secolo d.C.) è caratterizzata dal degrado e dall’abbandono dei vari corpi dell’edificio, seguiti dallo spoglio quasi radicale di murature, elementi architettonici e arredi.
Infine nella fase 6 (V-VI secolo d.C.) il sito viene di nuovo occupato con strutture che utilizzano in modo parziale e selettivo gli ambienti preesistenti ridotti allo stato di rudere, secondo le modalità di fratturacontinuità caratteristiche dei processi insediativi propri dei primi secoli dell’alto medioevo. Modesti alzati lignei indicati da serie di buchi di palo sui battuti, muretti di pietrame con leganti di argilla, tramezze, occupano e frazionano gli spazi più ampi e regolari dei vani preesistenti, con focolari a suggerire il loro uso come cucine e piccole cavità nei resti di cocciopesto a indicare possibili paletti, stabbi e truogoli per piccoli animali da cortile. I pavimenti sono semplici battuti di terra. Anche la vasca centrale del cortile in questa fase viene probabilmente riutilizzata come abbeveratoio.
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Escursione nella Valle delle Cartiere Domenica 02 aprile 2017
Ore 9.00-12.00

Ritrovo: ore 9.00, a Toscolano ponte L’Associazione Storico-Archeologica della Riviera del Garda (A.S.A.R.) organizza per domenica 02 aprile 2017 (ore 9.00-12.00) un’escursione guidata nella Valle delle Cartiere, a Toscolano.

Il ritrovo è a Toscolano ponte, nei pressi del Municipio.

Si procede a piedi lungo la valle. I resti della prima cartiera, quella di Garde s’incontrano a poche centinaia di metri, le altre si snodano fino alla località Covoli, dove una frana impedisce di proseguire per la Valle delle Camerate.

I resti degli opifici rappresentano una incredibile testimonianza del passato e riassumono secoli di storia, cultura e vita; si trovano in località Garde, Quattro Ruote (la località richiama il numero delle ruote che la fabbrica di carta esistente aveva per muovere i magli che trituravano gli stracci), Lupo, Maina di sotto, Maina di sopra (con il “palazzo” della famiglia Maffizzoli, proprietaria di numerose cartiere), Vago, Caneto, Gatto, Luseti, Lume e Covoli.

valle delle cartiere
Qui negli anni scorsi l’A.S.A.R., col finanziamento dell’Amministrazione comunale di Toscolano Maderno , ha tenuto alcune campagne di scavo, mettendo in luce reperti particolarmente interessanti di archeologia industriale. L’escursione si conclude alle ore 12.00.

Il Museo della carta, aperto nel 2007 nella cartiera di Maina, propone un percorso di visita che dal nucleo cinquecentesco si snoda nelle ampie sale dei piani superiori attraverso la storia della produzione cartaria, della stampa e del libro, dalle origini medievali a l Novecento.
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Sabato 22 aprile – 4ª Escursione ASAR
In Valtenesi, da Manerba a Lonato lungo il sentiero n. 801

L’escursione “Lungo il sentiero n. 801” va dalla ch iesetta di S. Giorgio, a Manerba, al cimitero di Lonato, passando per la Pieve di Manerba, Polpenazze, Arzaga, Drugolo. Prevalentemente pianeggiante, il percorso completo è lungo poco più di 24 km e può essere articolato come segue:
1. Da S. Giorgio a Polpenazze (10 km): partenza ore 8.45 da S. Giorgio, arrivo a Polpenazze alle 12.00. Sosta per pranzo al sacco.
2. Da Polpenazze a Lonato (14 km): partenza ore 13, arrivo a Lonato alle 16.30.
A Lonato saranno parcheggiate due auto per riportar e al punto di partenza il maggior numero possibile di partecipanti.
Il ritrovo è previsto: - alle 8.00 presso la gelateria Adamello di Cunetto ne - alle 8. 30 presso il parcheggio di via I Maggio, a Manerba (frazione Montinelle)
Chi intendesse effettuare solo la seconda parte, può unirsi al gruppo a Polpenazze, prima delle ore 13 (e, eventualmente, prendere parte al picnic).
Informazioni: Lia Cerutti 349.4903.884; Veniero Por retti 0365.22098; Fabio Verardi 324.0482.601
Sabato 22 aprile – 4ª Escursione ASAR
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Sabato 6 maggio - 5ª Escursione ASAR Lungo la Bassa Via del Garda da Ustecchio di Tremos ine al Caseificio “Alpe del Garda” a Polzone

Ritrovo: ore 8.45 - Limone sul Garda, Bar Limone-Stazione Esso; ore 9.00 Ustecchio di Tremosine. Ustecchio è una delle 18 frazioni del Comune di Tremosine.

È raggiungibile in auto da Pieve attrave rso Priezzo, Vesio e Voltino o, più facilmente, da Limone: chi proviene da Salò e Gargnano, deve superare l’alberg o Leonardo da Vinci e proseguire fino alla seconda st azione di benzina (Esso), accanto al Bar Limone, dove è fi ssato il primo ritrovo.
In auto si prende poi per Tremosine. Lungo la salit a per Ustecchio (circa 4 km) si incontrano dopo 250 m un semaforo, poi il ponticello sul torrente Pura, la frazione e l’albergo Bazzanega, un doppio ripido tornante a Bùrdol, la chiesetta di Sant’Antonio a sinistra e, appena arrivati sul piano, un’edicola sacra (freccia “ASAR”), dove si prende a destra per 300 m Via del Torcol per il centro di Ustecchio (m 490 s.l.m.) per parcheggiare.

Sabato 6 maggio - 5ª Escursione ASAR Lungo la Bassa Via del Garda da Ustecchio di Tremos ine al Caseificio “Alpe del Garda” a Polzone
L’escursione lungo il Sentiero Montagnoli è facile, adatta a tutti. i va prima col segnavia n. 268 in Via Bersé, segue ndo la profonda fenditura della cosiddetta Diaclasi di Voltino , verso il bacino artificiale della Pozza (15’), tra i muretti a secco dei terrazzamenti un tempo coltivati, poi in Via Pozza e in Via della Comàr in discesa verso la località Ponti (m 360 s.l.m.; 25’– 40’ ), in Val Brasa, nei pressi di un’antica fucina; ol trepassato il ponticello, si prende in salita la Valle di Brasa per giungere all’antico molino di Astrid.

Dopo una breve sosta per la visita si continua vers o Voiandes e Ca del Luf (m 602 s.l.m.), quindi per la Strèta verso Polzone, dove si trova il caseificio “Alpe del Garda” (pranzo al sacco o al ristorante).

Si torna poi lungo la provinciale, att raverso Vesio, Campi e Voltino, ad Ustecchio.
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Domenica 21 maggio – 6ª Escursione ASAR Da Mezzolago di Ledro a Malga Dromaè per la fioritura dei narcisi e delle peonie.
Ritrovo: ore 8.00 – Riva del Garda (uscita ultima g alleria della Gardesana) oppure ore 8.30 – Mezzolag o di Ledro, Parcheggio Chiesetta

Ormai come ogni anno nel mese di maggio, i prati di Dromaè, località che sovrasta Mezzolago, cambiano completamente faccia e si riempiono di colori, graz ie alla fioritura dei narcisi e delle peonie. Per festeggiare questa spettacolare fioritura è orm ai tradizione ritrovarsi in compagnia ai Casinei di Dromaè per gustare un piatto tipico trentino a base di polenta , peveràa e carne alla griglia.
La festa è accompag nata dalla musica delle fisarmoniche e dal paesaggio mozzafiat o dell’intera Valle di Ledro e dei monti che la circondano. Per mantenere il luogo pulito e incontaminato, come quando si arriva, si consiglia di portare da casa le stoviglie (non in plastica), in modo da non produrre rifiuti.
Pasto a persona 10 € Mezzolago-Dromaè 800 m di dislivello Strada Forestale: 8 km di strada in costante falsopiano a salire, molto panoramica; il tempo di percor enza è di circa 2.5-3 ore. Info: Claudia Dalboni (0365.41205) e Gianfranco Lig asacchi (0365.643435) Il regolamento delle escursioni è nel sito www.asar-garda.org
val di ledro
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“ Peonia tour 201 7 ” Escursione da Briano a cima Comer - monte Denervo Gargnano (BS)

Il gruppo escursionistico “La Variante ” , in collaborazione con il gruppo A.S .A.R. organizza la tradizionale passeggiata pr imaverile sul monte Denervo , per ammirarne le principali fioriture.

Dislivello complessivo in salita 650 metri.

Pranzo al sacco.

Il percorso si sviluppa ad anello, con ritorno passando sul “ Senter del Vèc ” , toccando poi le località Piazze e Premaur.

Ore effettive di cammino circa 4,30

Vi è la possibilità, per chi è meno in forma, di interrompere prima l ’ escursione (h.3,00) Ritrovo: h. 8,30 presso p.le Boldini - Gargnano h.9,00 presso baita Alpini – Briano di Gargnano Il rientro a Briano è previsto per le ore 15,30 circa.
Sono richiesti scarponcini e attrezzatura escursionistica adeguata (è indispensabile la protezione in caso di maltempo). L’escursione verrà effettuata anche in caso di condizioni meteo incerte .
peonia tour
tour peonia
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Sabato 3 giugno 2017 – 8ª Escursione ASAR “IL GIRO DELLE MALGHE SUL VERSANTE TRENTINO DEL MONTE BALDO

Ritrovo: ore 7.30, a Salò, al parcheggio adiacente al Centro Agricolo, in loca lità Pozzo; ore 7.45 , a Toscolano ponte; ore 7.55, a Gargnano, stazione bus Bar Gardesana.

Si procede per Riva e poi verso Nago e Mori; al bivio si sale verso Brentonico dove, appena fuori dal centro abitato, la strada sale in direzione di San Valentino. Ore 9.15: appuntamento al passo di San Valentino. Da qui si scende verso Avio fino alla diga del lago Pra da la Stua per poi risalire fino alla Madonna della Neve e al Rifugio Alpino, a quota 1.100. Ore 9.45: inizia l’escursione della durata di ore 3 .30 – 4.00 se si effettua una sosta intermedia.

giro delle malghe
Il percorso è dolce e privo di difficoltà, ad anello: si imbocca il sentiero 652 e si scende fino a quota 1.000 al ponte della Balanzà; da lì si imbocca la strada forestale che sale dolcemente fino a Malga Trattesoli e poi verso Malga Lavacchio a quot a 1.350, tra pascoli in fiore (ranuncoli, botton d’oro, tarassaco, aquilegia e qualche peonia).

Prima del bivacco Lavacchio c’è una conca con alcun e tane di marmotte; se ci avviciniamo in silenzio le vedremo fuori dalle tane. Si imbocca poi il sentiero pianeggiante 661 che attraversa una grande faggeta, con alcuni abeti e larici fino al passo del Cerbiolo, sempre a quota 1.370.

Da lì parte il sentiero che porta verso ovest a Novezzina e Novezza e poi a Ferrara di Monte Baldo; noi invece ritorniamo verso est; si supera Malga Fa ssole e ci inoltriamo nella faggeta con un sentiero a saliscendi fino a Malga Acquenere a quota 1.380. Il sentiero segue il declivio alle pendici del vers ante sud del Monte Baldo, a valle della strada Graziani, sull’altipiano che guarda in direzione de lla Val d’Adige. Sabato, durante il giro di prova abbiamo potuto ammirare anche un giovane daino che pascolava solitario sui prati.

Da lì si scende di nuovo lungo il sentiero 652 fino al Rifugio Alpino, da dove siamo partiti. Qui è possibile rifocillarsi, mangiare un panino, u n tagliere o un pasto completo. La chiesetta della Madonna della Neve è raggiungibi le a piedi in 10 minuti, o in auto in 3 minuti. Partenza per il ritorno a Salò prevista intorno all e 16.00 .

Accompagnatori: Comini Gianpaolo e Lusetti Sandra Per prenotare: Comini tel. 328.2280811; Dalboni, 03 65.41205 Sono richiesti scarponcini e attrezzatura escursion istica. Per i partecipanti è obbligatoria l'adesione all'ASAR (quota annua 2017: Euro 10,00).
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Domenica 11 giugno 2017 – 9ª Escursione ASAR Sul Monte Tombéa

Ritrovo : ore 8,45 a Cima Rest, oltre Magasa.

Come raggiungere Cima Rest Da Gargnano ci si porta in automobile a Magasa in circa 45 minuti, passando da Navazzo e costeggiando dopo la diga il lago di Valvestino.
Appena prima dell’abitato di Magasa (m. 987), si imbocca sulla destra la strada che porta a Cima Rest.


monte tombea
Qui si lasciano le auto e si prosegue a piedi verso Malga Alvezza (il primo breve tratto in decisa salita) e poco dopo per un sentiero che, tra prati e boschi di faggi, porta al bivio per il monte Caplone a sx, a dx per malga Tombea e il monte Tombea (1850 m). Ritorno: Si torna a Cima Rest dalla strada militare Dosso de lle Saette - Bocca di Cablone - Loc. Pilaster e poi su un comodo sentiero. Cima Rest sarà raggiunta verso le ore 16. Tempo di percorrenza: In totale, circa 5 ore. Dislivello e difficoltà: Il dislivello in salita è di circa 750 metri. Sul s entiero servono scarponcini da media montagna.

Naturalmente è opportuno attrezzars i in previsione di eventuale maltempo anche con giacca a vento o pile, oltre a portare il cibo per il pranzo al sacco.

Aspetti interessanti - le trincee scavate nella roccia che risalgono all a prima guerra mondiale. - qualche stazione di Sassifraga Tombeanensis. - la faggeta.

Info : Lia Cerutti (349.4903884), Veniero Porretti (0365.2 2098), Fabio Verardi (324.0482601)

Si ricorda che, in base al regolamento delle escurs ioni, scaricabile dal sito internet www.asar- garda.org, i partecipanti devono essere in regola c ol tesseramento A.S.A.R. 2017 (quota annua: Euro 10,00). Il regolamento delle escursioni e dell e visite guidate è nel sito www.asar-garda.org
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Domenica 20 agosto - 10a Escursione ASAR BRIANO IN CONCERTO
Passeggiata a Briano di Gargnano (BS) h. 9,00 seguirà Concerto di musica classica organizzato da Associazione culturale Limes - Loc. Faa - h. 12,00
Il gruppo escursionistico “La Variante”, in collaborazione con l’associazione A.S.A.R. organizza una passeggiata nella zona di Briano e Razone, tra i boschi e i pascoli bellissimi della zona.

Il percorso si svilupperà ad anello, partendo dal rifugio Alpini e toccando le località Razone, Caminala, Sembrune, bocca Lovere
Ore di cammino 2,30 – Dislivello in salita m 250 circa.

Ritrovo: h. 8,30 presso p.le Boldini-Gargnano (da qui si sale con le autovetture) oppure h. 9,00 presso baita Alpini – Briano di Gargnano
Al termine dell’escursione si potrà assistere al Concerto per archi, organizzato dall’associazione culturale Limes, che si terrà presso la località Faa (a poca distanza dalla baita Alpini di Briano), alle ore 12,00.
BRIANO IN CONCERTO
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Domenica 08 ottobre 2017 - Lungo la Bassa via del Garda Veronese da "Pai a Garda"
da Pai a Garda
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Sabato 14 ottobre: A Pavia per la mostra sui Longobardi e a Bobbio
Ritrovo: ore 6.45 - Gargnano, Piazzale Boldini; il bus prosegue per Salò.
Si informa che sono disponibili ancora alcuni posti per il viaggio organizzato per sabato 14 ottobre 2017 da ASAR, in collaborazione con Caldana, per la visita della mostra “Longobardi, un popolo che cambia la storia”, a Pavia, presso le Scuderie del Castello visconteo, e, quindi, a Bobbio (PC).
I soci che desiderano partecipare, in regola col versamento della quota sociale 2017, sono pregati di prenotarsi presso Claudia Dalboni (0365.41205 – 338.5484459). La spesa di Euro 25.00 comprende viaggio, biglietto d’entrata e guida. Programma: ore 6.45 – ritrovo e partenza da Gargnano P.le Boldini (fermata bus di linea); il bus prosegue per Toscolano, Maderno, Fasano, Gardone Riviera, Salò ecc.
Sabato 14 ottobre: A Pavia per la mostra sui Longobardi e a Bobbio - Ritrovo: ore 6.45 - Gargnano, Piazzale Boldini; il bus prosegue per Salò.
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14ª Escursione ASAR - Domenica 29 ottobre 2017
Ultima del calendario 2017

Lungo la Bassa Via del Garda veronese - Da Garda a Bardolino
Con Franco Ghitti (347.9366012), Claudia Dalboni (338.5484459) e Gianfranco Ligasacchi (0365.643435).
Ritrovo: ore 8.00, a Maderno - Imbarco traghetto per Torri del Benaco (partenza h. 8,15). In alternativa, ore 9.30, direttamente a Garda.
ASAR, in collaborazione con il gruppo escursionistico “La Variante”, organizza l’escursione “Lungo la Bassa Via del Garda veronese - Da Garda a Bardolino”, con visita alle chiese di San Zeno (metà IX secolo) e San Severo, passando, al rientro, dalla Rocca di Garda.
Il parcheggio a Garda, in via Caboto, è a pagamento; considerando che, con le soste, ci fermiamo circa 6 ore e mezza, si possono trovare anche altre soluzioni. Il ritrovo è fissato presso piazzale Roma, di fronte alla Pieve di S. Maria Assunta, alle ore 9,30 (zona centro congressi, vicino al lungolago).
L’itinerario è ad anello. Percorso km 16,00 circa; dislivello complessivo in salita circa 400 metri.
Ore di cammino effettivo circa 4,30. Pranzo al sacco.
Per informazioni consulta anche Facebook: “Bassa via del Garda e dintorni” oppureStorico-Archeologica della Riviera del Garda”.
Sono richiesti scarponcini e attrezzatura escursionistica adeguata. Vige il regolamento delle escursioni pubblicato sul sito www.asar-garda.org
L’escursione verrà effettuata anche in caso di condizioni meteo incerte. È gradita la
prenotazione.
 
 
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