asar garda salò
3ª Escursione A.S.A.R. Domenica 11 maggio 2014
Monte Tombio, Campi e San Martino
Accompagnatori: Mauro Grazioli, Gian Pietro Brogiolo e Silvana Ciriani (340.3527461)
Ritrovo: ore 9.00 a Riva del Garda (sbocco nord ultima galleria Gardesana) oppure alle ore 9.30 - 9,45 direttamente all’imbocco di Campi.
L’escursione e le due visite guidate sono particolarmente interessanti. Avremo come
accompagnatori, oltre a Silvana, il prof. Brogiolo, ordinario presso l’Università di Padova, che ha diretto qui l’ultima campagna di scavo, e il prof. Grazioli, che ha dedicato all’area che visiteremo alcune interessanti pubblicazioni. Il percorso è molto facile, adatto a tutti (30’ per Monte Tombio, 30’ per San Martino). Ecco alcune notizie sintetiche:
Monte Tombio
L’escursione consente innanzitutto di raggiungere il forte Tombio, caposaldo delle fortificazioni di Riva. Posto sul monte omonimo, a quota 750 m, il forte, costruito dagli Austriaci nel 1907-12, disponeva dei più moderni ritrovati tecnici e tecnologici del tempo.
Complessivamente il sistema fortificato del Tombio si articolava in tre opere: forte Tombio, fortino annesso (sul Monte Tombio, versante nord-orientale) e sbarramento stradale (“traditore”) di Campi-Pranzo; quest'ultimo era costituito da una piccola casamatta in calcestruzzo protetta da reticolati e mine. Il forte era contornato da un fossato scavato nella roccia e da una cupola - osservatorio.
Numerose le feritoie scudate per fucili e mitragliatrici. Era anche dotato, sull’angolo ovest, di un piccolo corpo sporgente ad “U” per il riparo di sei fucilieri. Al posto dei normali serramenti, le finestre avevano imposte di ferro dello spessore di 2 cm. Come armamento disponeva di 4 obici da 10 cm in torre corazzata girevole M 09 con 12 mitragliatrici e riflettori a scomparsa.
Dopo il pranzo al sacco, ci si porta all’ Area archeologica di Monte S. Martino Sul Monte S. Martino, ai cui piedi sono situati rispettivamente il paese di Pranzo (Tenno) e quello
di Campi (Riva del Garda), nel corso degli anni è stata messa in luce una delle aree archeologiche più vaste e di maggior importanza nel territorio trentino.
La quantità e la qualità delle strutture emerse (il santuario romano, le abitazioni tardoantiche, la chiesa e le fortificazioni di origine altomedievale) documentano una continuità di insediamento, dalla seconda età del Ferro all'età moderna. Il sito, grazie alla posizione dominante in cui si trova, era un punto di controllo di antiche vie di comunicazione (tra Alto Garda, Valle di Ledro e Lomaso), nonché un luogo facilmente difendibile.
A partire dagli anni '70 ad oggi una serie di indagini ha portato infatti all'individuazione sulla sommità del dosso di un grande ed importante santuario di età romana databile tra il I secolo a.C. ed il IV d.C., un'imponente struttura costituita da una serie di ambienti articolati attorno ad uno spazio interno scoperto, accessibile tramite una "monumentale" scalinata in pietra, impostato là dove esisteva già precedentemente un'area cultuale retica. Il tutto confermato dal ritrovamento di numerosi materiali.In un terrazzo, a poche centinaia di metri a valle, le più recenti indagini scientifiche e campagne di ricerca hanno messo in luce diversi edifici ad uso abitativo di età tardo-antica, frequentati tra il IV ed il V secolo d.C. Poco distante, al di sopra di strutture murarie, pertinenti probabilmente ad età gota/bizantina, i resti dell'antica chiesa di S. Martino, con la prima fase risalente al IX sec. Molte informazioni sono state fornite dai reperti, in particolare tre iscrizioni (I sec. d. C.) che attestano l’avanzata alfabetizzazione e la diffusa pratica della scrittura presso le genti di questa zona.
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