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Visita guidata: Sul Monte Altissimo, tra i luoghi della Grande Guerra:
Malga Zures e Dos Casina
Ritrovo: Ore 9.00 a Nago, nel parcheggio all’ingresso del paese (da dove si va in
auto a Malga Zures) – A Nago si arriva percorrendo la litoranea Riva-Torbole e proseguendo per altri 2 km in salita direzione Mori-Rovereto.
Accompagnatore: Ferdinando Martinelli, esperto della storia della Grande Guerra e conoscitore dei luoghi del Monte Altissimo
Percorso: Malga Zurés-Dos dei Fràsseni (610 m) - Sasso Sega (800 m) - Dos Alto (703 m) - Ex cimitero di guerra di Dos Alto (790 m) - Dos dela Zòca – “Quota 904” - Blockhaus (1050 m) - Baita Alpini “Caduti del Baldo” (1050 m) - Dos Casina (960 m)
Dislivello: m. 350; Durata della visita guidata: circa ore 2.30
A Malga Casina si tiene domenica 1 luglio una festa alpina, con cucina. Al momento della prenotazione telefonica indicare se si vuole approfittarne. Abbigliamento: scarponi, bastoncini; pila per visita galleria.
Malga Zurés
Il 24 maggio 1915 alcune compagnie del VI Alpini, del col. Ugo Porta, occupano l’Altissimo (2090 m). Ai primi di luglio reparti italiani di alpini si spingono fino alla Varagna (1779 m), dove gli austriaci stavano costruendo un osservatorio. In ottobre vengono occupati Dosso Remit (1185 m) e Dosso Casina da reparti di alpini, ai quali si era unito un Battaglione di volontari ciclisti.
Ai primi di dicembre tutto l’Altissimo, fino alla quota di Malga Zurés, è in mano italiana. Gli austriaci preferiscono ritirarsi e attestarsi a Malga Zures, considerata più difendibile. Qui costruiscono trincee, una vera e propria tagliata (trincerone), gallerie e allestiscono un ospedale da campo.
Il 30 e 31 dicembre 1915 a Zurés c’è un violento combattimento tra cinque compagnie di alpini del Battaglione Verona, cui si aggiungono tre compagnie delBattaglione Valdadige (circa mille soldati), e una compagnia di Landschützen.
L’operazione, voluta dal generale Graziani, si concluse con una ritirata a causa dell’ottima difesa degli austriaci, che ebbero il supporto determinante delle artiglierie del Brione, del Perlone, del Biaena e del Creino. Tra i caduti di parte italiana (un centinaio) va ricordato anche il legionario trentino Arturo de Bonetti, di Nago.
Sasso Sega
A non più di 3-400 metri in linea d’aria da Malga Zurés era la postazione più avanzata degli italiani. Una trincea lunga quasi un chilometro collegava Sasso Sega a Caverna Rossi e a Dos Alto (703 m) dopo la sua conquista nel dicembre 1915. Da questi siti partivano frequenti incursioni verso le postazioni nemiche di val Scudelle, Roncolà e Loppio. Da Sasso Sega e da Caverna Rossi partirono anche i reparti impegnati nella sanguinosa riconquista di Dos Alto il 3 agosto 1918.
A Sasso Sega si possono visitare oggi importanti ruderi di casermette, un tunnel che serviva da riparo, il magazzino viveri, un serbatoio che raccoglieva l’acqua piovanaDosso Alto
Tra tutti i siti della prima guerra mondiale sul Monte Baldo, Dos Alto, insieme con Malga Zures, può considerarsi il più importante sotto l’aspetto strategico e per le sanguinose battaglie che vi si svolsero.
Era occupato dagli austro-ungarici all’inizio del conflitto e fu conquistato dagli Alpini del Battaglione Val d’Adige nel dicembre 1915, a pochi mesi dall’inizio della guerra, insieme con Dosso Casina, negli stessi giorni della battaglia di Malga Zures (30-31 dicembre).
Il possesso di Dos Alto consentì agli italiani di tenere sotto controllo la valle del Cameras, dal lago di Loppio fino a Rovereto, Malga Zures e il passo di San Giovanni. A presidio del Dosso si alternarono i Battaglioni Verona, Monviso e Antelao. segue
monte altissimo con ASAR Salò
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