Asar
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Ponale 2008
Rispetto alle 9.30, orario fissato per la partenza da Riva, c’è stato solo qualche ritardatario, ma quando, verso le 11, sotto un bel sole, ci siamo contati eravamo 65. Sì, 65! E il problema non era tanto per la salita lungo la bellissima Ponale quanto la disponibilità dei tavoli del Ristorante Panorama di Pregasina, dove le prenotazioni erano state fissate dal mercoledì pomeriggio a 25 e dal sabato sera a 53! Con un ennesimo avvertimento, già da allora, da parte delle gentilissime signore Dolores e Michela, che gestiscono la cucina e la sala: “Vorà dir che staré strèti!

C’erano alcuni amici veronesi e parecchi trentini (perdonatemi il “regionalismo”!); i bresciani, la gran parte, han fatto conoscenza per la prima volta con questo percorso che, da strada, è ora classificato sentiero, quasi a dire che, se per caso ti viene in testa qualcosa, sono affari tuoi.
Subito preziosi gli interventi di Lodovico Tavernini, che per mestiere guida, qui e altrove (per il Biaena, il Baldo e il Pasubio) sciami di ragazzini ma anche squadre di adulti spesso col fiatone nel percorrere scale e sentieri.

Le fortificazioni austriache della Tagliata del Ponale devono essere scoperte con l’aiuto di un esperto; diversamente devi accontentarti del panorama mozzafiato che la roccia a picco sul lago ti regala per qualche chilometro. Le spiegazioni di Lodovico, che tra l’altro ha curato nel 2007 un bel volume sul settore fortificato di Riva, sono state molto apprezzate da tutti.

Lo ringrazio di nuovo.
Il dislivello: m. 457; il tempo di percorrenza: ore 1:40. Forse tra i soci dell’ASAR gli atleti scarseggiano e, sinceramente, è passato qualche minuto (?) in più per arrivare alla meta. Ma la giornata quasi estiva, il sole, l’azzurro, la simpatia dei partecipanti, le chiacchiere hanno permesso a tutti di farcela senza problemi.

Alle ore 12.30, il pranzo: aperitivo con patatine e salatini, canederli in brodo, polenta, coniglio, spezzatino, salsiccia, puntine con crauti, dolce, acqua, vino, caffé e liquore. Roba pesante, che la discesa doveva sgretolare già prima di arrivare al ponte.
La partenza è avvenuta verso le 15. C’era chi aveva il marito lontano, chi lamentava l’assenza della compagna, chi aveva i figli da soli... Pronti! Via!
Il gruppo, come spesso è avvenuto anche quest’anno con le escursioni dell’ASAR, si è scomposto in vari rivoli.

Io, sinceramente, me la sono anche stavolta presa comoda. Sono arrivato in fondo quando era quasi buio.

Fino ad ora non mi è arrivata nessuna lamentela per danni! Meno male! Vuol dire che tutti sono arrivati in fondo ancora integri! (do.fa.)

Se volete tornare da soli a Pregasina, ecco il telefono del Ristorante Panorama, dove siamo stati un gran bene: 0464.520344. Auguri!


Qualche notizia
La strada del Ponale Fu costruita nel 1851 per iniziativa di Giacomo Cis. Si tratta di una strada scavata arditamente nella roccia del Monte Rocchetta, di straordinaria e insuperabile bellezza. Qui gli Austriaci costruirono, tra il 1913 e il 1915, la Tagliata del Ponale, uno sbarramento strategico unico nel suo genere. Si tratta di un complesso interamente in roccia di gallerie artificiali, lunghe da 10 a 15 metri ciascuna, larghe un paio di metri e alte poco più di un uomo.

Oltre al Defensionmauer (Muro di difesa), c’era Forte Teodosio. Ora la strada del Ponale è stata ridotta a sentiero ed è percorribile soltanto a piedi o in bicicletta.

Pregasina
Il piccolo centro di Pregasina si trova a 500 metri d’altezza, su un terrazzamento soleggiato che domina il lago. Per raggiungere la località si imbocca la strada per la Valle di Ledro e poco oltre l’uscita dalla galleria si prosegue girando a sinistra lungo la nuova via che attraversa la Valle del Ponale e risale la balza per raggiungere l’abitato dopo aver superato il belvedere con la statua della Madonna, opera di Silvio Bottes.
Da qui la vista spazia in un ampio raggio che comprende il Garda e la dorsale del Baldo, in una sintesi ambientale che racchiude le caratteristiche alpine e quelle mediterranee.
Il villaggio, raggruppato ai piedi della chiesa, è sicuramente antico; lo si trova menzionato negli Statuti ledrensi e in altri documenti dell’Alto Medioevo. È stato oggetto di una lunga frequentazione per la sua amena posizione e perché si prestava a controllare le vie d’altura che mettevano in comunicazione e medio e basso lago con la Valle di Ledro e Riva. Una rete di sentieri impervi favoriva infatti il passaggio delle merci e con queste il contrabbando, che fino alla prima guerra serviva a integrare un’economia basata prevalentemente sull’alpeggio e sui proventi del bosco.

Molti sono i segni lasciati dalla grande guerra. A Pregasina e sulle montagne circostanti sono visibili stradi militari, fortificazioni e trincee che hanno segnato il fronte dal 1915 al 1918.

Ora il villaggio si è però trasformato; le vecchie case sono state in buona parte rinnovate e a partire dagli anni Sessanta sono sorte numerose dimore riservate perlopiù al turismo.

La chiesa di San Giorgio a Pregasina
La chiesa dedicata a San Giorgio mostra la sua antichità nella struttura architettonica e attraverso i documenti che fin dal XVII secolo la descrivono ornata di affreschi probabilmente medievali. Vengono inoltre menzionati gli altari dedicati a San Giorgio e alla Madonna del Rosario.

Con lo scorrere del tempo e l’aumento della popolazione la chiesa, in passato legata alla Pieve di Ledro, appare però angusta, tanto che nei primi anni del Novecento si pensa di ampliarla.

A dettare le sue regole è però la guerra, facendo rimandare il proposito ad anni favorevoli che non verranno più. La nuova economia in effetti causa una forte emigrazione e il trasferimento di parte della popolazione a Riva.

Si provvede dunque ad un semplice restauro che non modifica di molto le cose, ma serve a consolidare l’edificio. Ora si entra da una porta in bronzo, realizzata nel 1969 da Silvio Bottes, che raffigura alcune classiche imprese della leggenda legata al patrono.

L’interno presenta una struttura asimmetrica.

Vi è un’aula centrale e sulla destra una piccola cappella con il fonte battesimale e il crocifisso; in uno spazio a sinistra è invece collocato il vecchio altare ligneo con la Madonna del Rosario.

Alla statua in legno policromo fanno da cornice quindici quadri con scene della vita di Gesù e della Madonna. L’altare maggiore è barocco e sulla parete di fondo appare una pala che raffigura San Giorgio. Sulla sinistra dello spazio presbiteriale vi è un altro altare con un grande crocifisso già ricordato alla fine del Settecento.

La volta è decorata con un affresco che rappresenta ancora il patrono. Il pavimento e le colonne sono di granito, materiale che trova impiego in molte costruzioni di Pregasina.




Bibliografia:
M. Grazioli, Riva del Garda. Guida della città e dintorni, Arco 2007


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