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Articolo da "Il SommoLago" - n.3/2010

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Processi Valvestino 2020
I processi criminali in Valle di Vestino
Elenco degli 11 processi proposti con la trascrizione integrale delle carte

1. Processo per l’omicidio di Bartolomeo Arrighetti di Moerna 1713 luglio 11 - 1714 gennaio 27

2.
Processo contro Giovanni di Viviano Rizzi, i fratelli Giovanni Battista e Lorenzo, figli di Viviano Porta, di Moerna, Giovanni, figlio di Domenico Pace, e Antonio, figlio di Giovanni Grandi, di Persone, accusati di aver partecipato a una rissa nell’osteria di Francesco Viani, di Moerna, dopo aver giocato alla «balla», e inoltre di aver portato armi illegalmente 1730 agosto 13 - 1734 aprile 3

3.
Processo contro Pietro Andreis, detto Tadena, di Magasa e abitante a Costa, Riviera di Salò, accusato di rissa e ferite con arma da fuoco, e contro il di lui figlio e nipote Bernardo Bertella, accusati di rissa, caccia illecita e porto abusivo di armi 1737 agosto 12 - 1740 agosto 27
4. Processo contro alcuni giovani, ancora minorenni, accusati di aver disturbato il normale svolgimento dell'assemblea di Regola in Moerna e di avere in seguito offeso e insultato il vicario della comunità 1740 febbraio 5 – 1741 settembre 9
5. Processo per indagare e condannare i fratelli Giuseppe e Giovanni Battista, di Persone, figli di Giovanni Grandi, detti Caporalini, e Giovanni Battista, figlio di Romedio Zuaboni, di Armo, per la rissa con armi proibite avvenuta nell’osteria di Armo condotta da Giovanni Grezzini, e contro Giovanni Pace detto Pozzino, di Persone, per aver portato armi illegalmente 1746 marzo 30 -1747 febb. 4
6. Processo per indagare e condannare Bartolomeo, figlio di Francesco Rizzi, Francesco, figlio di Giovanni Rizzi, Giovanni Battista Porta e Giovanni Cap, tutti di Moerna, per la rissa con armi avvenuta nell’osteria di Persone condotta da Giovanni Battista Pace a seguito di una discussione sul taglio delle corde di un colascione, appartenente a Simone Grandi, di Persone, avvenuto tempo prima e attribuito alla compagnia di Moerna 1747 gennaio 2-1749 aprile 10

7. Processo contro Domenico figlio di Giacomo Pace, detto Biscot, di Persone per aver avvelenato la moglie Bona, figlia del fu Giovanni Battista Arighetti, di Moerna, con del veleno per topi nella farina e nel formaggio usati per confezionare gli gnocchi 1747 agosto 30-1761 sett. 1

8. Processo contro Giovanni Maria Cuchi, detto Schiopettino, per insulti e violenze requisizioni ed eccessi commessi a mano armata a Bollone in seguito al contestato appalto di una partita di legna 1754 ottobre 9 – 1755 agosto 31

9.
Processo contro Francesco Rizzi, di Moerna, e altri soci, accusati di avere assalito la canonica del luogo depredando gli averi del curato e sottraendo anche somme di denaro 1755 aprile 6 - 1755 giugno 6

10. Processo per indagare in merito alla gravidanza e allo stupro di Caterina Paglia, di Magasa. 1760 ottobre 27 – 1760 dicembre 20

11.
Processo contro Andrea Tonolli detto Brof di Magasa per l’omicidio di Antonio Zeni 1787 gennaio 22 - 1788 agosto 31


Processo per l’omicidio di Bartolomeo Arrighetti di Moerna 1713 luglio 11 - 1714 gennaio 27

Il biglietto di denuncia

Adì 11 luglio 1713, TuranoDomino Giovanni Andrioli, giurato al governo della spetabile comunità di Turano, denontia all’illustrissimo fisco di Lodrone come il giorno di oggi è stato morto Bertolamio, figliolo di domino Nadal Regetti di Moerna nella ostaria di Turano a hore 22 incircha, cioè tiratali una schiopitata da un forestiero, et ciò denontia per scarico suo.Bortolomeo Marzadri, vicario et nodaro.

Relazione sull’omicidio e sull’ispezione cadaverica
Bartolomeo Marzadri, vicario di Turano, riferisce in merito alle informazioni assunte in loco e all’ispezione cadaverica effettuata presso il cimitero di Turano.

Adì 13 luglio apresso il cemiterio di Santo Rocco in Turano, Val di Vestino, gerusdicione delli illustrissimi signori conti di Lodrone, alla presenza delli domini Fioravante Porta et Angelo quondam altro Angelo Andrioli, ambi di Moerna, testimoni noti e pregati a questo effetto.
Inerendo alla lettera del eccellentissimo signor domino Ropele, cancelliere del uficio di Lodrone e delegato comisariale, io Bortolamio Marzadri, nodaro e vicario di Turano, mi portai in detto loco a fare destintamente il viso e reperto del morto Bortolamio Rigetti figliolo di domino Natale di Moerna, visto e riconosciuto d’esser il tale dalli sudetti testimoni e da altre persone.

Quindi perciò, era il medesimo Rigetti vestito con una marsina di panno griso frusta e sotto un corpeto di mosolina turchina a fiorami, con camicia, bragesse di vrogetto quasi nove, calcetti turchini rotti et un paro scarpe da cavalaro, con suo capello.

L’avidonde d’un’archibugata, come molti aseriscono, naque in publica osteria in Turano, fuori della cucina sotto il portico, senza sentir alcun contrasto di parole, quale fu ferito nella parte senistra sotto una mamela mezo palmo, et usita una balla in cima una coscia del galone destro, conesendovi un’altra balla in pelle presso l’usita. Dalli due fanti di questo ufficio fu svestito e ritrovatoli adosso il suo rosario e corona, due traeri, [...]ne e sotto alli abeti la sua cintura.

L’ucisore, come a piena voce aseriscono, fu Giovanni Domenico Bertela della Costa, teritorio bresciano, cioè Riviera di Salò, qual Bertela, come aserisse il signor don Antonio Zeni, fu chiamato dal morto con parole dolci fuori della cucina, che haveva nel entrar in detta una pistola sotto la mentovata marsina, e senza sentir parole fu sentita l’archibugiata, et il detto Rigetti chiamò confessione, et il signor reverendo Zeni, venendo entro l’uscio della cucina, con moltiplicati “Jesus Maria”, fu asestito dal detto reverendo nelle sue agonie, havendo dato li dovuti segni di perdono al nemico, come pure altri segni verso il nostro Idio per ricever degnamente la santa asolucione e l’olio santo. Tutto è quanto ho potuto ricavare sin hora, et ita.
                         
                                                                                                                                                                                                                                                Bortolomeo Marzadri nodaro

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